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- Testo tratto dal quotidiano "L'Unità" di martedì 16 dicembre 2003, pag. 15 - Che
cos'è Gea World? Un enorme conflitto di interessi in salsa sportiva. O
anche, riprendendo
un'espressione del quotidiano Le Monde, una lobby di figli di papà.
Nel merito è una società di procuratori sportivi, forse una delle più
grandi in Italia, che gestisce, ma una stima precisa è impossibile farla,
i diritti di circa 150 tra giocatori e allenatori del campionato di
Serie A e Serie B. Una società che sta diventando, nel calcio, un centro
di potere, tanto da scatenare interpellanze parlamentari e richieste di
intervento dell'Antirust. La
frase di Le Monde non è sparata a caso. L'elenco dei figli di papà che
vi sguazzano dentro è lungo Si parla di Alessandro Moggi, figlio di
Luciano, direttore generale della Juventus. Di Andrea Cragnotti, figlio di
Sergio, ex presidente della Lazio nonché della Cirio.
E di Riccarda Calleri, figlio di Gian
Marco, ex presidente
di Lazio e Torino. Di Giuseppe De Mita, il cui padre Ciriaco non ha
bisogno di presentazioni. Ma
anche di Chiara Geronzi, volto
poco noto del Tg5 e
primogenita di Cesare, che di mestiere tiene le redini di Capitalia,
il gruppo bancario che controlla la Lazio e che ha importanti rapporti
anche con Perugina, Parma e Roma. E infine di Francesca Tanzi, figlia di
Calisto, numero uno di Parmalat e Parma, nonché membro del consiglio di
amministrazione della stessa Capitalia. Ed
è proprio la banca romana il fulcro e il collante di tutto. A partire
dalla sede della società, in vicolo Barberini 35 a Roma. Un appartamento
di 180 m. q. che nel 2001
Geronzi padre, attraverso la mandataria Cornice Immobiliare, girò alla
figlia Chiara. Capitalia,
inoltre, la ritroviamo anche nell’azionario della società. Questa volta
attraverso una fiduciaria chiamata Romafides. Che secondo le
visure Cerved, controlla il 18% della Gea, anche se i diretti interessati
hanno sempre smentito. Romafides detiene comunque, dati alla Camera di
Commercio, anche il 40% della General Athletic, uno dei tre
azionisti, assieme alla Football Management e a Riccardo Talleri,
della Gea World. Un
bell’intreccio in salsa italiana. Affari e calcio. Un binomio sul quale
dovrebbe vigilare la Federazione Italiana Gioco Calcio. E cioè il suo
Presidente Franco Carraio. Lo stesso Carraio che ritroviamo, con la carica
di presidente, nel board di Medio Credito Centrale, la banca
d’affari posseduta, guarda caso, dal gruppo Capitalia. Dallo scorso
luglio, inoltre, una fetta di MCC è finita sul mercato. Chi i compratori?
Una serie di grandi gruppi tra cui anche Fininvest (con circa il
3%). E l’intreccio in salsa italiana si allarga. Berlusconi, Carraio,
Geronzi, Tanzi, Cagnotti, Tanzi, De Mita e Moggi. Che cosa chiedere di
meglio?
ro.ro |