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marzo 2000
L'agenzia tedesca d'informazione Sid ci ha informato che la Fifa non considererà più il nandrolone come prodotto dopante nelle quantità ora previste come limite tollerato. La motivazione di tale annuncio -riferisce Andreas Herren portavoce della Fifa- risale ad alcuni studi secondo i quali, un uomo sottoposto ad un grande sforzo potrebbe produrre valori di nandrolone eccedenti i limiti consentiti. Il Cio su questo tema rimane invece in una posizione di prudenza: il nandrolone è sempre considerato un prodotto dopante fermo restando il limite attualmente stabilito, così come dichiarato dal direttore medico Patrick Schamash. Questo anabolizzante è costato due anni di squalifica a Shalimov, giocatore del Napoli, ed è stato riscontrato anche nelle urine dell'ex milanista Dugarry poi scagionato. Anche in altri sport il nandrolone, soprattutto negli anni 90, è stato riscontrato in alcuni atleti come Bauman, Ottey, Christie e di recente nel ciclismo la nostra Fabiana Luperini ha avuto otto mesi di squalifica. g.c.
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